La maggior parte di noi è scontento di una parte, di un dettaglio del proprio aspetto fisico.
Molte volte può capitare di fissarci su un nostro difetto, magari mentre ci osserviamo allo specchio o mentre ci rivediamo in un filmato inviatoci da un amico. Persino dopo numerose diete o operazioni quel piccolo particolare ci sembra sempre imperfetto e da “aggiustare”. Molte volte, siamo proprio noi i peggiori giudici di noi stessi, così attenti a criticarci e a trovare qualcosa che non va, tentando di camuffare al pubblico esterno il nostro temuto difetto, convinti che tutti lo notino.
Tale eccessiva preoccupazione potrebbe essere probabilmente legata alla cultura della nostra società, così narcisa e pretenziosa, che ci fa sentire sempre imperfetti e mai all’altezza, una società dove per essere qualcuno devi aderire a certi standard e criteri di bellezza.
Talvolta, può accadere che questo nostro giudice interiore si irrigidisca al punto da prendere il controllo della nostra vita, nonché della nostra autostima. Può accadere infatti di divenire ossessionati per uno o più
difetti del nostro aspetto fisico, persino per dettagli non visibili dagli altri o davvero molto lievi.
Quando questa paura diventa una vera e propria ossessione si parla di Disturbo da dismorfismo corporeo.
Chi soffre di questo disturbo può passare diverse ore ad osservare il suo presunto difetto o addirittura a parlarne ripetutamente con le persone vicine per cercare rassicurazioni. Ovviamente, nonostante le rassicurazioni e le azioni per eliminare il terribile “difetto”, nulla rincuora il paziente: continuerà a vedere il suo riflesso in uno specchio deformato.
Purtroppo, sono noti anche molti i casi in cui il soggetto arriva persino a ferirsi e a lesionarsi per rimuovere le sue imperfezioni.
Ad esempio, sebbene più specifico, nel disformismo muscolare l’ossessione ruota intorno la potenza dei muscoli: estenuanti ore di allenamento e di palestra per scolpirsi un corpo perfetto, fino ad assumere sostanze dopanti assai nocive per il nostro organismo.
La conseguenza di tutto ciò è la compromissione della sua vita sociale, lavorativa e della sua salute psicofisica. Le continue ruminazioni, preoccupazioni e comportamenti ripetitivi causano altissimi livelli di stress e di ansia, fino a veri e propri deliri. Quando il contatto con la realtà viene perso, il soggetto è ormai immerso nelle sue paure, nelle sue fragilità ed evita di esporsi agli altri, temendone il giudizio.
Anche la perdita di intimità col partner è una conseguenza di ciò che egli vive: la vergogna infatti porta alla paura di denudarsi e di vivere serenamente la propria sessualità. Sebbene il partner si mostri attento e rassicurante, chi soffre di disformismo non trova abbastanza rassicurazioni dalle parole di chi lo ama e diventa schiavo di ripetuti evitamenti.
Bisogna inoltre aggiungere che l’angoscia e le difficoltà associate a questo disturbo possono portare a depressione, ricoveri e persino, nei casi più gravi, al suicidio. Per trattare questo disturbo è bene dunque rivolgersi a professionisti come psicologi, psicoterapeuti, psichiatri che lavorino sia sugli aspetti psicologici (come l’autostima, ad esempio), sia su quelli
farmacologici, proponendo terapie di alcuni antidepressivi, volti al miglioramento del tono dell’umore del paziente.
Potrebbe sembrare banale, ma la maggior parte delle volte siamo proprio noi a volerci criticare e a non volerci davvero bene: fingiamo che siano gli altri a debellare la nostra autostima, ma quest’ultima è fortemente alimentata da noi stessi. Più ci accettiamo, compresi i difetti, più saremo fieri e felici di ciò che siamo, smettendola di inseguire un ideale di perfezione irraggiungibile e che non tiene conto del valore della nostra unicità: “coltiva i tuoi difetti, che probabilmente sono la parte di te più interessante”.

Dott.ssa Margherita Napoli
Dott.ssa Flavia Falasca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *