Non esistono più le mezze stagioni, si viveva meglio quando si stava peggio… l’identità maschile è sempre più fragile… Luoghi comuni, si sa, ma comunque attuali e pur sempre veri!

Che gli uomini abbiano una visione fallocratica della vita è quasi banale da dirsi: hanno bisogno di lunghe macchine che simboleggino enormi falli, di posizioni di potere, di esercitare il loro dominio con i dipendenti, i colleghi, le donne. E più invecchiano più necessitano di conferme; dalla crisi di mezza etá in poi è un susseguirsi di allegre follie, almeno per come le vivono le donne, che, assurdo, ancora ci stupiscono…

Quale è la novità di un anziano signore benestante che paga vergini, si illude, pulselle per sentirsi giovane, macho, potente? Quale è la novità di gridare allo scandalo per una società in degrado che insegna ai giovani la mercificazione del sesso? Quale è la novità di difendere fino alla morte l’indifendibile dopo aver visto su questa terra il dramma dell’olocausto consentito da tutti quelli che avrebbero potuto opporsi ad uno solo? E così via, mi chiedo, perché continuiamo a stupirci di fronte a situazioni che si ripetono coattivamente da sempre? E se fosse proprio questo il problema!?!

Mi sembra che tutto stia cambiando lasciando tutto immutato, forse perché preferiamo vedere il mostro fuori da noi, non ci arrendiamo all’idea che gli occhi di tutti sono colmi di travi e pagliuzze. Certo che al di là della soggettività c’è un senso inequivocabile di giustizia e di pena che deve essere data ma credo sia necessario assumersi ognuno il nostro pezzo di responsabilità e partire da quello per sperare di cambiare qualcosa.

Può essere ridondante ribadire che personalmente e come rappresentante di Arpès mi schiero fra quelli che condannano lo sfruttamento sessuale dei minori, anche solo immaginato. Ma sempre a titolo personale e come rappresentante di questa associazione mi chiedo: cosa posso fare, io, oggi, adesso? Inizierò annullando i miei impegni, liberando la baby sitter e passando il resto della mia giornata giocando con mia figlia, senza grandi obiettivi, solo per farle sentire il piacere che ho a stare con lei…

Dott.ssa Veronica Vizzari
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