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Psicologia e Alimentazione

La Fame indicibile

Cosa succede quando il comportamento alimentare esce da ogni logica del corpo e della ragione? 
I disturbi dell’alimentazione ci introducono nelle contraddizioni del nostro tempo.
Non solo nella seducente illusione che la magrezza sia garanzia di felicità e sicurezza di sé, ma anche in una
lontananza dal corpo, che assomiglia sempre di più ad una macchina da smontare e rimontare, che può essere manipolato e trasformato come se fosse virtuale…come se fosse inanimato.
I sintomi si modificano e moltiplicano, a volte sono episodici, altre incessanti, a volte provocano un cambiamento di peso anche importante, altre volte restano praticamente invisibili, possono addirittura insinuarsi nelle pieghe di una cura meticolosa per il mangiar sano o in quelle delle intolleranze alimentari.
Nei comportamenti alimentari alterati il fatto di mangiare è in sé alterato e l’assunzione di un alimento acquisisce significati simbolici diversi, generalmente di minaccia e di pericolo.

 "Corpo ideale e corpo reale:

Nei disturbi alimentari viene portato all’evidenza il fatto che il corpo, che è un oggetto reale e in rapporto con la realtà, sia trattato come oggetto interno, vale a dire come se fosse un oggetto mentale e quindi creazione o prodotto dalle rappresentazioni mentali.
La dissociazione tra corpo e mente si può interpretare come effetto di questa straordinaria pretesa della mente nei confronti del suo corpo, di non riconoscerlo nella sua realtà, di negarne la sua consistenza fisica e di imporre la cancellazione dei segni di esistenza e resistenza. 
Lo scontro allora è tra corpo reale e corpo ideale, ma non abbiamo a che fare con il corpo e con il cibo in senso stretto. Il rapporto è piuttosto tra corpo pensato e cibo pensato. La dimensione ideale è ciò che giustifica la dimensione reale. 

Nei disturbi alimentari in genere, vi è un’alterazione del rapporto con il corpo che va ben al di là del sintomo alimentare, un’alterazione che riguarda in modo profondo l’esperienza stessa del corpo, dell’avere un corpo e non solo la sua immagine “estetica” o sessuale.
L’attenzione estrema all’immagine corporea e al culto della magrezza non sono la causa dei disturbi alimentari.
Sono piuttosto la strada suggerita attraverso la quale un malessere più profondo si esprime e cerca una soluzione.
Il linguaggio contemporaneo vede il continuo riferimento all’idea di magrezza, alle diete e al controllo dell’alimentazione. 
Tali preoccupazioni vengono usate come difese che permettono di sfuggire ad un disagio interiore intollerabile (o perlomeno danno l’illusione di un senso di controllo su di esso) che nella maggioranza dei casi ruota intorno a problematiche di identità. 
Spesso infatti le patologie del comportamento alimentare sono collegate alle inquietudini provocate dai temi relativi all’autonomia, all’autostima, al successo e al controllo.

L’insieme di questi fattori si può comprendere soltanto all’interno di una prospettiva più ampia: quella dello sviluppo di una identità psico-sociale.

La psicopatologia moderna è, dunque, la psicopatologia della fatica di iniziare a vivere in modo autonomo, è la psicopatologia della ricerca del sé, della costruzione dell’identità personale, della capacità di soggettivare l’esperienza.
Il male del nostro tempo è da cercare nella rottura di quel dialogo interno che ci permette di ripensarci pensandoci
E se un dialogo per avere luogo necessita di sintassi: cioè della certezza di un soggetto, di un predicato, di un oggetto e di un tempo, è proprio nello sfilacciamento della sintassi che l’esistere diventa impronunciabile.  

Ritrovare le parole per spiegarsi, per raccontare la propria storia e per identificare le esperienze è, allora, l’unica possibilità di tessere di nuovo la trama. La parola, infatti, rivela quella distanza relazionale che rende possibile il riconoscimento dell’accadere “di una cosa” come accadere di un significato per il soggetto e in tal modo trasforma l’accadere in esperienza e lascia emergere il relativo sentire.

Dott.ssa Fabiana Corica

Pubblicato il 04/07/2010 - Diritti Riservati - Vietata la pubblicazione senza il consenso degli autori

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