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Psicologia e Alimentazione
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| Anoressia Nervosa caratterizzata da rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale, intenso timore di acquistare peso, presenza di una alterazione dell'immagine corporea per ciò che riguarda forma e dimensioni corporee. | |
| Bulimia Nervosa caratterizzata da presenza di abbuffate e di inappropriati metodi compensatori per prevenire il conseguente aumento di peso. | |
| Disturbi del Comportamento Alimentare Non Altrimenti Specificati che non soddisfano i criteri di nessuno specifico Disturbo dell'Alimentazione. |
Questi disturbi sono patologie gravi a cui sono generalmente associati altri disturbi psichiatrici e complicanze mediche. Sono comunque patologie curabili e guaribili, importante è farsi seguire da esperti nel momento in cui insorgono i primi sintomi.
Per quanto riguarda l'incidenza di questa problematica gli studi dimostrano che c'è una netta prevalenza femminile soprattutto nella fascia ritenuta a rischio che va dai 14 ai 20 anni. In Italia ogni 200 donne si ritrovano un caso di Anoressia nervosa, 2 di Bulimia Nervosa e circa 12 casi di Disturbi del Comportamento Alimentare Non Altrimenti Specificati. I casi maschili sono più limitati (1 uomo ogni 10 donne). Nei disturbi alimentari l'alimentazione può assumere caratteristiche assai disordinate, caotiche, ossessive e ritualistiche tali da compromettere la possibilità di consumare un pasto in modo "abbastanza normale" e da mantenere normali attitudini verso il cibo e il momento del pasto.
I disordini alimentari, di cui anoressia e bulimia nervosa sono le manifestazioni più note e frequenti, sono diventati nell'ultimo ventennio una vera e propria emergenza di salute mentale per gli effetti devastanti che hanno sulla salute e sulla vita di adolescenti e giovani adulti.
Al centro del disordine alimentare, che si manifesta come malattia complessa, risultante dall'interazione di molteplici fattori biologici, genetici, ambientali, sociali, psicologici e psichiatrici, c'è comunque da parte del paziente una ossessiva sopravvalutazione dell'importanza della propria forma fisica, del proprio peso e corpo e una necessità di stabilire un controllo su di esso.
La terapia è volta a creare un terreno di accoglienza e confronto sui disagi e le paure dei soggetti tale da facilitare il superamento del momento di crisi e l'acquisizione di nuovi e più funzionali stati cognitivi ed emotivi. Di fondamentale importanza risulta essere la modificazione degli assetti cognitivi disfunzionali, il superamento dei conflitti relativi alla dipendenza, all'autonomia e al conseguimento di un'identità più sicura di sé. La rielaborazione del vissuto alimentare è finalizzata a rivivere l'evoluzione del rapporto col cibo e a rimuovere i blocchi e le regressioni: questo comporta non solo un superamento dei disordini alimentari ma un rimaneggiamento profondo della personalità ed una evoluzione verso atteggiamenti più ricchi e consapevoli delle relazioni interpersonali .Col metodo della visualizzazione si può far emergere la figura "modello" identificarla e capirne il ruolo.
Ridurre fino ad annullare la sua azione tuttora attiva a livello mentale ed infine rielaborare la propria immagine corporea, ricostruirne la formazione, comprenderne l'apparente funzione di autoconferma e sicurezza, che in realtà consiste in una difesa illusoria, modificarla ritrovando nel profondo l'immagine autentica (la sorgente) facendola emergere per trovare più adeguate vie di autorealizzazione e di sicurezza.
Dott.ssa Roberta Grassotti, Dott.ssa Margherita Napoli
Pubblicato il 08/05/2010 - Diritti Riservati - Vietata la pubblicazione senza il consenso degli autori
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