In un momento in cui la salute mondiale degli individui viene messa in discussione dalla diffusione di un nuovo virus, una domanda importante per noi che ci occupiamo delle emozioni è: “quali emozioni ci possono proteggere e salvaguardare?”. Proviamo ad andare a fondo della questione, poiché la risposta non è così scontata come potrebbe sembrare. Gli esperti ci hanno detto che in mancanza di farmaci efficaci o vaccini atti a contrastare il virus, la nostra protezione migliore è un sistema immunitario forte. Con un buon sistema immunitario il virus potrebbe non colpirci o farlo in modo più lieve. Bene ma allora come si potenzia il sistema immunitario? Oltre a tutti gli integratori, che sarà cura dei nostri medici prescriverci, molto, anzi moltissimo, possono fare anche le nostre emozioni. Andiamo a vedere come.

La prima reazione che sperimentiamo di fronte a questa situazione è senz’altro la paura. Paura per noi stessi, per i nostri cari, paura di non poter continuare le nostre attività, paura di grosse perdite economiche, paura che tutto il nostro mondo di vita conosciuto si sgretoli di fronte a noi. Paura dunque, paura che ci riporta al nostro senso di vulnerabilità, al percepirci fragili in questo mondo, paura che mette in crisi quel senso di onnipotenza che a volte le nostre vite ci portano a sperimentare. Ci rendiamo conto di un aspetto fondamentale della nostra esistenza, l’esser vulnerabili e questo ci fa sentire in pericolo. Questa paura però, non è necessariamente un male, poiché ci permette di attivarci di fronte un pericolo per fronteggiarlo in maniera efficiente. Se non ci fosse la paura, saremmo completamente sprovvisti di fronte ai pericoli dell’ambiente poiché non saremmo in grado di attivare le nostre risorse interne per fronteggiarli. Ebbene quand’è che allora la paura da nostro alleato passa invece a diventare deleteria? Quando si trasforma in terrore o panico i quali ci espongono a pericoli ancora più grandi.

Ma vediamo quali sono le parti del cervello attivate dalla paura: il sistema limbico, e in particolar modo l’amidgala. Questi sono i sistemi impiegati sin dai tempi più arcaici per rispondere e fronteggiare agli stimoli dell’ambiente, tra cui anche pericoli e minacce. Il sistema limbico è la parte più antica del cervello, è collegato strettamente alla nostra componente più impulsiva quella che sottende ai meccanismi di “attacco-fuga” di fronte ad un pericolo. Sono queste parti del cervello antiche che predominano in tutti quei comportamenti a cui stiamo assistendo di razzia dei supermercati, di controllo compulsivo delle notizie e di attacco e denigrazione nei confronti dei nostri simili, percepiti come possibili untori. Il sistema rettiliano, assieme al limbico ci porta a regredire ad uno stato di coscienza nel quale conta solo la sopravvivenza, il mondo viene percepito come una jungla piena di nemici e vede l’altro come un possibile competitore per la sopravvivenza. Perciò il sopravvento di queste parti del cervello ci porta a farci invadere da questi continui stimoli di allarmismo e di paura che, se protratti, ci portano alla paranoia, all’aggressività, alla psicosi, all’angoscia che ci isola, finisce col staccarci dalle relazioni e fa si che riusciamo a vedere solo il focus della nostra sopravvivenza e non quello dell’esistenza.

Se perciò non siamo in grado di gestire efficacemente la nostra paura, rendendola nostra alleata, essa produce gli effetti visti sopra, i quali non hanno una valenza esclusivamente psicologica ma si riversano con forza sul nostro sistema immunitario. Le ricerche mostrano come il nostro cuore ha maggior probabilità di ammalarsi se ci sentiamo isolati, l’isolamento sociale peggiora lo stato del sistema immunitario e la paura innalza i livelli di cortisolo portando di fatto ad uno stato infiammatorio.

Se invece, a oggi, la nostra difesa principale da questo virus è il nostro sistema immunitario, risulta chiaro come farci prendere dal terrore e dalla psicosi sia ciò che di più pericoloso possiamo mettere in atto per fronteggiare la situazione. Ma come si potenzia allora il sistema immunitario con le emozioni? Restando centrati. Restando in ascolto di sé stessi e mantenendo uno spazio di pensiero e di calma per poter elaborare ciò che accade dentro e fuori di noi. Mantenere uno spazio sicuro al proprio interno ci consente di poter riflettere in maniera efficiente sulle scelte da prendere. Se, grazie a questo spazio interno, riusciamo a regolarci dal punto di vista emotivo vuol dire che lo saremo anche dal punto di vista nervoso e perciò anche dal punto di vista ormonale e immunitario. Crearsi queste condizioni interne ci permette di diventare resilienti, ovvero di convogliare e attivare le nostre risorse e capacità per fronteggiare il pericolo, anche modificando le proprie abitudini con la flessibilità necessaria per cambiare schemi senza che il nostro equilibrio interno ne risenta. In questa maniera ciò che si preserva non è solo il nostro equilibrio psichico, bensì tutta la chimica del nostro corpo: la pressione, la frequenza cardiaca e respiratoria, gli ormoni, i neuropeptidi ecc..

Come fare quindi per alimentare questo nostro spazio interno di centratura, di solidità e di calma? Ce lo dice la letteratura con le opere di Boccaccio e Gabriel Garcìa Marquez: dobbiamo alimentare il nostro campo interno con le cose importanti della nostra vita, dalle nostre relazioni significative fino a tutto ciò che per noi è bellezza. Dobbiamo rimanere connessi alla vitalità dentro di noi, continuare a sentire dei desideri e non solo dei bisogni, continuare a coltivare le nostre passioni. Ci siamo ritrovati praticamente tutti a dover fare i conti con grandi quantità di tempo libero, prima impensabili per le nostre vite accelerate. Perché non impiegare questo tempo, invece che per leggere compulsivamente gli aggiornamenti sanitari (un paio di volte al giorno è più che sufficiente) per giocare, leggere, fare l’amore, guardare un film, ascoltare una musica che ci emoziona, o qualsiasi altra attività che ci faccia sentire vivi e ci faccia godere del momento presente? Boccaccio stesso suggerisce che ciò che salva dall’epidemia è proprio coltivare la nostra umanità.

Allora se vogliamo farci del bene in questo momento, se vogliamo predisporre il nostro corpo nella sua condizione migliore per fronteggiare il virus, facciamoci il favore di restare sereni, di concentrarci il più possibile sul coltivare momenti di serenità, il nostro sistema immunitario ci ringrazierà così come la nostra psiche. Restiamo centrati, lucidi e sereni, anche questa emergenza passerà, ma cerchiamo di farla passare nel miglior modo possibili.

Dott.ssa Napoli Margherita
Dott.ssa Faro Martina

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