Era l’11 gennaio quando da Wuhan, polo commerciale della Cina centrale, si sprigionano notizie sulla prima morte di un cittadino cinese a causa di un nuovo virus che sta contagiando numerose persone. Benché la notizia nasca da un paese per noi lontano come la Cina, iniziano a crescere preoccupazioni e tensioni che il virus possa arrivare fino a noi. Alcuni reagiscono con leggerezza, altri avvertono già una crescente tensione.
A poco a poco, in Asia, il numero dei contagi e delle vittime cresce, sino a colpire per primo, a Febbraio, il nord Italia. Siamo a marzo e ormai la nostra intera nazione è zona rossa: voli cancellati che ci isolano dal mondo ed i cittadini vivono barricati dentro casa, con la possibilità di uscire solamente a certe condizioni. La nostra vita è forse per la prima volta completamente stravolta da una epidemia e ci troviamo a fronteggiare questa situazione sfruttando le nostre risorse e combattendo le nostre paure.

Quali sono i comportamenti adeguati che possono proteggerci, non solo dal virus, ma anche dalle emozioni e dai pensieri negativi che purtroppo ci assalgono in questo momento? Come possiamo controllare la nostra paura affinché non diventi panico?
Per prima cosa, conosciamo il nostro nemico.

Che cos’è il Coronavirus?
I Coronavirus, scoperti già dagli anni ’60, sono una famiglia di virus in grado di causare malattie comuni, come semplici raffreddori, fino altre più gravi come la Sindrome respiratoria acuta grave, meglio conosciuta come SARS. Il nome deriva dalla loro particolare forma che richiama per l’appunto una corona, come è visibile al microscopio.
Nonostante siano stati scoperti già dagli anni ’60, il nuovo Coronavirus è stato identificato per la prima volta a Wuhan nel dicembre 2019 ed è stato specificatamente chiamato Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2 (SARS-CoV2). ATTENZIONE: il nuovo coronavirus, benché appartenga alla stessa famiglia di virus della SARS, non è lo stesso virus.
Attaccando in particolar modo le vie respiratorie i sintomi più comuni che comporta sono febbre, stanchezza e tosse secca. Nei casi più gravi può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta, insufficienza renale e la morte. Secondo il ministero della sanità circa 1 su 5 persone si ammala gravemente e per lo più persone anziane con patologie preesistenti e pazienti immunodepressi.
Essendo un virus respiratorio, si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con il soggetto malato, in particolar modo tramite saliva (tossendo e starnutendo), contatti diretti, toccandone le mani non ancora lavate, la bocca, il naso e gli occhi.
Quindi cosa fare?

Per prima cosa: prevenire. Tra i principali consigli, dettati dal ministero stesso, troviamo:

  • Evitare di uscire di casa, se non per stretta necessità, scegliendo luoghi se possibile poco affollati
    che garantiscono una distanza di sicurezza di almeno un metro.
  • Lavare spesso le mani, con sapone e per almeno 60 secondi. Qualora non vi fosse del sapone,
    utilizzare disinfettanti per mani con almeno il 60% di alcol.
  • Fare attenzione all’igiene respiratoria: starnutire, ad esempio, in un fazzoletto e coprirsi la bocca
    quando si tossisce.

Essere attenti non dovrebbe essere però sinonimo di panico ed ossessività.
Gli atteggiamenti ed i pensieri negativi sono nostri nemici, che aggravano i nostri malesseri.
La paura estrema ed irragionevole può portarci ad agire in malo modo e finire addirittura per danneggiare noi stessi e gli altri. Ne sono un esempio le accuse razziste rivolte alle persone di nazionalità asiatica avvenute alle prime notizie del Coronavirus scoppiato in Cina. Rispettare e provare compassione per il prossimo, a differenza del disprezzo e della rabbia, possono invece farci provare sensazioni di benessere e unione, alleviandoci così dal senso di solitudine che può colpire in queste giornate.
In altri casi, la forte paura di venire contagiati e di contrarre il virus ha comportato nella popolazione maggiori stati d’ansia e attacchi panico, amplificando di conseguenza sintomi fisici (come tachicardia, sensazione di soffocamento, agorafobia) e psicologici (profonda tristezza, insonnia, isolamento).
Anche se difficile, bisognerebbe cercare di focalizzarsi su pensieri positivi e di speranza, consapevoli del livello di gravità della situazione e della temporaneità. Se poniamo attenzione alle norme che ci vengono dettate e se ci informiamo correttamente sui pericoli, permettiamo alla nostra mente di combattere con la razionalità le forti emozioni negative che vogliono affliggerci.

E se stare a casa vi opprime?
Nonostante la ridotta possibilità di uscire e passare del tempo fuori, se non per motivi importanti, trascorrere del tempo a casa potrebbe ricondurci a piaceri dimenticati, come magari cucinare una torta che ci piaceva tanto e che inebria le stanze col suo profumo, oppure tirar fuori qualche gioco di società impolverato con cui sfidare la famiglia. Casa può essere sinonimo di vicinanza e non solo con gli altri ma anche con noi stessi! Dedichiamoci ad una piacevole lettura o ad una doccia calda e concentriamoci solo sul
nostro piacere. Tante volte la frenesia della vita ci fa dimenticare il rapporto autentico con noi stessi e con gli altri e questo particolare periodo può riaccendere sensazioni piacevoli assopite.
Oltre i nostri cari, pensiamo anche ai nostri amici a quattro zampe!
Purtroppo, a seguito della notizia del Coronavirus, vi è stato un aumento esorbitante di cani abbandonati, considerati possibili portatori del virus. La scienza ha ad oggi confermato l’impossibilità di trasmissione tra animali da compagnia ed umani, perciò rimane importante la tutela di ogni essere vivente. In questi momenti di tensione, passare del tempo con loro può essere invece una terapia più che positiva per ritrovare serenità e leggerezza.

Resta fondamentale la tutela della salute e del benessere di ogni individuo, perciò rammendate le norme igieniche dettate dal ministero e reperibili sul sito ad esso connesso. Consultate dunque solo e sempre fonti attendibili, evitando attentamente false notizie che irrompono soprattutto dai social. Non lasciatevi prendere dalla eccessiva paura, bensì accrescete i pensieri positivi verso voi stessi e gli altri, poiché il panico, la rabbia e la disperazione offuscano e contagiano come un potenziale virus e le loro conseguenze sono dannose per tutti.

Dott.ssa Flavia Falasca 
Dott.ssa Margherita Napoli

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