Cos’è il vaginismo? Si tratta di un disturbo che causa dolore genitopelvico, la cui origine prettamente psicologica, causa fortissimi dolori dovuti alla contrazione involontaria dei muscoli situati intorno alla vagina, tanto da rende impossibile un rapporto sessuale completo. L’esperienza diventa infatti spesso traumatica anche solo all’avvicinamento del pene o di qualsiasi altro oggetto funzionale alla penetrazione (dita, dilatatori, speculum). È doveroso precisare però, che la donna affetta da vaginismo desidera la penetrazione ed è quindi necessario capire qual è l’ostacolo nascosto che glielo impedisce.

Non è difficile immaginare le conseguenze psicologiche secondarie che genera questa problematica: sentirsi incompleta e meno femminile, avere paura del divorzio, sperimentare un incremento di ansia e depressione, che intaccano il benessere generale della persona.

Non bisogna allarmarsi, vi è la possibilità di intervenire grazie all’aiuto di esperti. 

Alcune  donne possono trovare imbarazzante e difficile parlare di argomenti legati alla propria sfera sessuale e all’impossibilità di avere rapporti completi o privi di dolore, e di certo la mancanza di informazione può giocare un ruolo cruciale verso la chiusura nel silenzio. Al contrario può essere gratificante affidarsi alla competenza di esperti (psicologo/sessuologo e ginecologo) che accompagnano il soggetto e la coppia, dove possibile, in un percorso di psicoterapia. Si procede quindi alla scoperta delle possibili cause del disturbo, e all’esplorazione dei propri organi genitali, con esercizi graduali da eseguire a casa ( es. allenamento graduale alla dilatazione fino ad arrivare all’introduzione graduale del pene). 

Le ricerche sul vaginismo hanno portato alla definizione di varie tecniche volte ad aiutare la paziente nella progressiva dilatazione, come: utilizzo di dilatatori progressivamente sempre più grandi o gli esrcizi di Kegel, questo solo per citarne alcuni.

E’ fondamentale ricordare che queste tecniche vanno prescritte  e seguite da esperti (psicologi sessuologi e ginecologi) che lavorano in stretta collaborazione. Decidere di intervenire in autonomia non sempre porta ai risultati sperati , soprattutto nei casi di vaginismo più importante, in cui si può andare incontro a fallimenti che possono contribuire ad alimentare le frustrazioni. Oltre alle terapie di auto aiuto anche orientarsi solo su trattamenti che agiscono localmente, come ad esempio le ultime tecniche che utilizzano il botulino, può essere poco efficace se non si lavora anche sulle cause del problema.

Per questo tipo di problematica le radici del disagio vanno oltre il dolore prettamente fisico, ed è quindi particolarmente sconsigliato sostituirsi al sostegno ed aiuto che possono fornire professionisti, formati a considerare l’interazione di aspetti fisiologici, psicologici e relazionali.  

Se vi siete in qualche modo riconosciute in questa diagnosi o avete qualcuno accanto a voi che soffre  a causa di questo dolore, considerate l’opportunità di richiedere un intervento integrato e multidisciplinare dedicato alla paziente o, nel caso esistesse, ai componenti della coppia.

Dott.ssa Margherita Napoli
Dott.ssa Bianca Castiglia 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *