Secondo il DSM 5 quando si parla di Parafilia è importante sottolineare la differenziazione con il Disturbo Parafilico. Il termine deriva dal greco para (attorno) e filia (amore) e si riferisce a “qualsiasi intenso e persistente interesse sessuale diverso dall’interesse sessuale per la stimolazione genitale o i preliminari sessuali con partner umani fenotipicamente normali, fisicamente maturi e consenzienti”. Quindi l’eccitazione sessuale è provocata da attività sessuali poco usuali o anche da oggetti atipici. Un individuo può avere due o più parafilie e percepirle in modo egosintonico, cioè in armonia con i bisogni e i desideri dell’io o coerenti con l’immagine che il soggetto ha di sé.

Il Disturbo Parafilico, invece, comporta un disagio che compromette la vita quotidiana della persona e può arrecare danno a se stessi o agli altri e deve rispondere a due criteri: il Criterio A, cioè la natura qualitativa della parafilia (attenzione sessuale rivolta verso i bambini) e il Criterio B cioè le conseguenze negative, come disagio, compromissione o danno ad altri. Se sono presenti entrambi i criteri, allora si può parlare di Disturbo Parafilico, se ne è presente solo uno, allora si parlerà di Disturbo Parafilico.

Secondo il DSM 5 esistono otto diverse tipologie di Disturbo Parafilico: 

Disturbo Voyeuristico, dove il soggetto trae eccitazione sessuale dall’osservazione di persone impegnate in attività sessuali, le quali non sono consapevoli di essere osservate. Se chi viene osservato è consapevole, allora si parla di troilismo. 

Disturbo Esibizionistico, consiste nell’esibizione dei propri genitali o organi sessuali a persone non consenzienti, spesso sconosciute e in situazioni non consone.

Disturbo Frotteuristico, eccitazione sessuale provocata dal toccare o strusciarsi contro una persona non consenziente. Questi comportamenti per soddisfare la diagnosi di Disturbo devono manifestarsi per un periodo di almeno 6 mesi.

Disturbo da Masochismo Sessuale, si manifesta attraverso atti e azioni che inducono dolore e sofferenza fisica e psichica, da cui la vittima trae piacere ed eccitazione. Comportamenti sessuali di tipo sadomasochistico sono piuttosto frequenti tra adulti consenzienti.

Disturbo da Sadismo Sessuale, in questo caso l’eccitazione è provocata da comportamenti in cui si vuole causare sofferenza fisica o psicologica ad un’altra persona. Anche questa è una pratica diffusa tra adulti consenzienti e di solito non è nociva. Ma quando provocano disagio e causano danni ad altri allora diventa una patologia. Con partner non consenzienti è un’attività criminale e diventa particolarmente grave se associato al disturbo di personalità antisociale.

Disturbo Pedofilico, fantasie sessualmente eccitanti che coinvolgono bambini di età inferiore ai tredici anni, per un periodo maggiore di sei mesi. Il soggetto deve avere più di sedici anni ed essere cinque anni più grande del bambino e il suo comportamento è dominato dall’impulso. Spesso utilizzano la forza e possono arrivare a minacciare fisicamente la vittima se intenzionata a rivelare l’abuso.

Disturbo Feticistico, eccitazione sessuale derivante dall’uso di oggetti inanimati o da un interesse specifico per una o più parti del corpo non genitali.

Disturbo da Travestimento, eccitazione sessuale ricorrente che si manifesta con comportamenti derivanti dall’indossare capi di abbigliamento del sesso opposto (cross-dressing). 

Diciamo che i confini tra parafilie e comportamenti sessuali è piuttosto labile, perché molti individui vivono la sessualità di coppia in modo differente da quella che è considerata la norma, ma non necessariamente in modo patologico. Le fantasie perverse possono manifestarsi in molte persone, ma quello che fa la differenza è l’assenza dell’aspetto compulsivo fondamentale per rientrare nella definizione di parafilia.

Dott.ssa Margherita Napoli

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