La sessualità trasgressiva può essere rappresentata da qualsiasi esperienza “atipica”, o comunque nuova ed inusuale, che supera i limiti imposti dagli stereotipi e dai tabù prescritti dalla normatività della cultura di riferimento. Tra i comportamenti sessuali trasgressivi rientra anche il sesso estremo BDSM: con questa terminologia vengono intese una serie di attività erotico-sessuali atipiche che, svincolate dal concetto di disturbo parafilico e di perversione, vengono ancora troppo spesso fraintese ed inquadrate nel modo erroneo come deviazione. Le attività erotico-sessuali tipiche del sesso estremo sono piuttosto la manifestazione di un modo di vivere e sperimentare la sessualità e la complicità all’interno di una relazione definibile “sana” e non patologica, poiché in realtà si parla di “patologico” qualora il bisogno sessuale causi sofferenza e disagio in differenti livelli del normale funzionamento personale e sociale. Vivere l’erotismo estremo dunque significa uscire dalla normatività stereotipata e limitata, ricercare in se stessi e nell’altro la soddisfazione dei desideri e delle fantasie, e poter godere a pieno dell’esperienza erotica nella sua interezza, in modo libero, consenziente ed attento.

La ricerca

Nel nostro progetto di ricerca, per dimostrare quanto detto e contribuire all’eliminazione dello stigma di “devianza” da questo tipo di relazioni, è stato indagato se le persone che vivono il BDSM in relazioni di tipo 24/7 siano individui con alti livelli di empatia, con assenza di tratti patologici, con bassi livelli di irritabilità e con alti livelli di intimità di coppia.

Il 24/7 è una particolare tipologia di rapporto BDSM in cui i partecipanti scelgono di vivere il rapporto a tempo pieno, senza limiti di tempo; qui non vi è differenza tra ciò che accade nella scena “in camera da letto” e ciò che accade durante l’intera giornata. Vi è uno schiavo e un padrone che desiderano e scelgono di esserlo e di vivere i loro ruoli al di la della sola espressione sessuale, pertanto l’obiettivo è vivere il ruolo nel modo più completo, soddisfacente e soprattutto adatto tanto al singolo quanto alla coppia. La differenza fondamentale tra le coppie che vivono la realtà BDSM 24/7 e quelle che lo vivono come un gioco occasionale, oltre ai limiti temporali è la ridefinizione della propria identità e soprattutto l’accettazione di una nuova identità, di Padrone/a per l’uno e di proprietà per l’altro, cui viene data la precedenza su tutto.

La differenza tra BDSM e patologia

Attualmente, come detto, è ancora difficile riuscire a concepire questo tipo di attività sessuale come non patologica, soprattutto a causa dell’ardua sfida a definire effettivamente ciò che è “sano e sessualmente normale” (Pitagora, 2013). Per molti anni, e in parte ancora oggi, le persone praticanti BDSM sono state additate come “perverse” e stigmatizzate come “malate mentali”; ciò è dovuto in parte alla mancata conoscenza del fenomeno, favorita sia dai tabù sessuali che dalla confusione concettuale e terminologica circa le differenti sfumature ed accezioni del termine “sadomasochismo”.

A conferma della distanza tra BDSM, Disturbi Parafilici o Sex offender, i risultati di questo studio hanno dimostrato che le coppie 24/7 sono composte da individui con livelli di empatia ampiamente nella media rispetto al campione normativo. La presenza di questo tratto all’interno della relazione permette di vivere le pratiche estreme BDSM come gioco di coppia in cui entrambi i partner sono attenti e reattivi ai bisogni e ai desideri dell’altro, cogliendo i segnali emozionali mandati dal partner così da poter armonizzare l’esperienza erotico-sessuale a quella che è la realtà situazionale. Inoltre nel presente studio, è stata dimostrata la presenza di bassi livelli di irritabilità; questo dato può indicare come le coppie oggetto d’indagine non vivono la propria relazione erotico-sessuale come “sfogo” per la propria aggressività, bensì come una delle varianti relazionali possibili. In ultimo, i risultati ottenuti in questo studio, hanno dimostrato che le coppie 24/7 sono composte da individui che non presentano tratti di personalità definiti “oscuri” (machiavellismo, narcisismo e psicopatia); dunque non sono soggetti patologici o con tratti di personalità di tipo sociopatico o antisociale, contribuendo in questo modo ad allontanare ulteriormente i praticanti BDSM dai soggetti patologici.

BDSM è giocare insieme

Il BDSM è dunque giocare e sperimentare insieme, è ricercare il piacere per sé stessi e per l’altro nel pieno della sicurezza e della consapevolezza, in una relazione sana.

A conferma di quanto detto, le coppie partecipanti a questo studio hanno mostrato alti livelli di intimità di coppia e soprattutto, a parte rari casi, non hanno mostrato differenze significative tra il punteggio relativo all’intimità percepita e quello relativo all’intimità desiderata. Da questi risultati si evince che le coppie 24/7 sono coppie altamente funzionali con livelli di intimità elevati in tutte le aree prese in considerazione (intimità emotiva, sociale, sessuale, intellettuale e ricreativa), dimostrando come non siano relazioni basate unicamente sull’erotizzazione.

BDSM e teoria triangolare

Secondo quanto risultato dallo studio, e basandomi sulla teoria triangolare dell’amore elaborata da Sternberg e Barnes (1988), ho supposto una possibile corrispondenza tra le coppie BDSM e la tipologia di amore definita “amore perfetto o completo”. Tengo a precisare che con ciò non intendo dire che la coppia di tipo BDSM sia l’unica tipologia di amore “perfetto o completo” ma, che sia solo una una delle possibili modalità relazionali che possono rientrare all’interno di questa tipologia di amore.

La teoria di Sternberg e Barnes vede l’amore come il risultato di tre componenti: l’intimità, che si riferisce ai sentimenti di vicinanza, confidenza e connessione tra i partner; la passione, caratterizzata dall’attivazione fisica e desiderio emotivo/sessuale che riguarda anche il desiderio di appartenenza e dominio; l’impegno, che consiste nello scegliere di intraprendere una specifica relazione e di mantenere nel tempo quella specifica relazione. Ciascuna componente può variare la propria frequenza ed intensità, e combinandosi ed influenzandosi tra loro le tre componenti definiscono otto tipologie di amore.

Le relazioni di tipo BDSM sono caratterizzate da una forte presenza erotico-sessuale, inoltre anche se non è sempre presente un vero e proprio rapporto sessuale, vi è la presenza del subspace, definito come un distaccamento dalla realtà che da molti viene paragonato ad un orgasmo, e di una forte eccitazione e godimento delle diverse pratiche. D’altronde obbiettivo principe della relazione BDSM è il raggiungimento del piacere e della soddisfazione sia fisica sia, soprattutto, mentale. Inoltre, stando alla definizione degli autori della teoria, la passione è inerente anche al desiderio di appartenenza e dominio, caratteristiche queste fondanti la relazione BDSM. Risulta quindi evidente ed inopinabile a mio parere la presenza della caratteristica della passione.

Analizzando nello specifico la componente dell’intimità si può notare, facendo riferimento agli studi di Sagarin (2009) e Keller (2016), come la partecipazione ad attività di tipo BDSM aumenti l’intimità di coppia; inoltre come anche sottolineato dallo studio di Cuttler (2003), valori fondanti la relazione BDSM sono proprio la comunicazione ed il “saper leggere l’altro”, dunque una grande conoscenza dell’altro ed una libera ed aperta comunicazione di desideri, bisogni e limiti, condizioni queste insite nella definizione di intimità.

Ultimo aspetto è l’impegno, che consta per definizione di Sternberg e Barnes (1988), di un primo aspetto a breve termine, consistente nella scelta di intraprendere la relazione, e di un secondo aspetto definibile a lungo termine, che rappresenta la volontà di portare avanti e mantenere la relazione stessa.

Per quanto riguarda il primo aspetto, la scelta di intraprendere la relazione, essendo relazioni di sesso estremo e che quindi pongono in essere il “mettersi in gioco” a molteplici livelli, sia fisici che psicologici, richiede una analisi ben definita dei propri desideri e dei propri limiti, inoltre  presuppone una grande autoconoscienza ed autoconsapevolezza che permettano di scegliere il ruolo più congeniale alla propria personalità e alla propria fantasia. Oltre a ciò, secondo lo studio di Cuttler (2003) è risultato che la maggioranza dei partecipanti erano consapevoli che il proprio partner avesse interessi BDSM sin da prima che iniziasse la relazione vera e propria: ciò a mio parere va a confermare quanto la presenza di una forte consapevolezza di se stesso e dell’altro porti alla maturazione di una decisione molto ben ponderata e solida di intraprendere una relazione di sesso estremo.

Passando ad analizzare invece al secondo aspetto del fattore dell’impegno, il desiderio di mantenere la relazione, a mio avviso la presenza di contratti rappresenta la prova tangibile dell’impegno totale e duraturo in quella specifica relazione; inoltre, citando nuovamente Cuttler (2003), trovo indicativo di come la maggior parte delle coppie partecipanti abbiano optato per uno stile di Dominazione/sottomissione quotidiana di stampo 24/7 proprio perché ritenevano insoddisfacente la quantità di tempo “nel ruolo”.

Conclusioni

Dunque, da come esposto e soprattutto come viene confermato dai risultati dei vari studi già citati, ritengo che le coppie BDSM possano essere altamente funzionali e non debbano essere ritenute patologiche. La sessualità e l’erotismo possono essere vissuti in infinite modalità ed intensità differenti, dire cosa sia più corretto o più “normale” risulterebbe una forzatura e un “voler etichettare” ciò che può sembrare incomprensibile o fuori dalla norma per molti.

La sessualità e l’erotismo, se vissuti in maniera consensuale e consapevole possono portare ad avere un rapporto di coppia molto intenso, ricco di intimità e passione; la consapevolezza di se stessi, dei propri desideri, la libera espressione delle proprie fantasie portano difatti ad un appagamento fisico e mentale elevato andando così, non solo a favorire la comunicazione e l’unione nella coppia, ma anche una libertà e completa sicurezza nel potersi esprimere e vivere a pieno se stessi e la propria sessualità all’interno della coppia. Le coppie che si addentrano nel sesso c.d. “trasgressivo” sono coppie che vogliono esplorare ed esplorarsi, permettendosi di giocare con il proprio partner e con se stessi alla ricerca della massima espressione del godimento e dell’orgasmo, superando limiti e tabù personali o imposti dalla società per sentire e vivere liberamente l’abbandono al desiderio e al piacere.

Cutler B., Partner selection, power dynamics and Sexual Bargaining in self-definined BDSM couples, 2003

Sagarin, B.J., Cutler, B., Cutler, N. et al., Hormonal Changes and Couple Bonding in Consensual Sadomasochistic Activity, Arch Sex Behav 38: 186, 2009-

Dott.ssa Veronica Vizzari
Dott.ssa Floriana Mariotti


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