Vi chiederete perché una ragazza, che viene da uno dei quartieri più ricchi di Roma, i Parioli, decida di vendere il suo corpo e il suo tempo per soldi. Parliamo dello scandalo “baby squillo”, che ha scosso la cronaca nazionale nel 2013, richiamato oggi alla memoria dalla serie tv prodotta da Netflix dal nome “baby”, ispirata proprio a questa vicenda.

La vicenda vede come protagoniste due giovani parioline romane,rispettivamente 14 e 15 anni, che con l’aiuto/ l’istigazione di due adulti, 38 e 40 anni, iniziano a vendere il proprio corpo ad adulti in cambio di denaro/droga/oggetti di lusso. Il tutto sembrerebbe iniziato da una ricerca su  google rispetto a come fare i soldi in modo semplice che ha condotto una delle ragazze ad un annuncio postato da uno degli adulti coinvolti, che poi nella vicenda giocherà il ruolo dell’organizzatore, del tramite tra le ragazze e i clienti. I clienti che si rivolgono alle baby squillo sono, abbienti, colti e padri di famiglia, il cui narcisismo è stato nutrito da una società in cui l’obiettivo è esercitare il proprio potere, e dove tutto è possibile e acquistabile con il denaro.

Ma come si diventa una baby squillo, perché una giovane che ha apparentemente tutto decide di vendere il proprio corpo a sconosciuti? Le risposte e la cause sono varie e concorrono tra loro, proviamo quindi ad analizzarle.

Dobbiamo anzitutto mettere in luce che durante la fase adolescenziale si va delineandosi la coscienza normativa; il soggetto si trova a provare e stabilire i concetti di giusto e sbagliato, testando il concetto di responsabilità, ancora non una caratteristica stabile. Parliamo quindi di un momento delicato in cui si cerca l’indipendenza, si sperimenta e si inizia a formare il proprio carattere. Questa fase deve essere sostenuta e accompagnata dalla guida e dalla presenza di un adulto che possa aiutare a dare il significato all’esperienza, ma soprattutto porre delle regole. La mancanza di un care giver, di una figura genitoriale attenta e presente fa sì che l’adolescente sentendosi solo cerchi di attirare l’attenzione e di diventare indipendente, in questo caso il denaro diventa il mezzo per affermare se stesso e dimostrare che può farcela da solo, per colmare un vuoto.

Inoltre sembra che uno degli aspetti della realizzazione personale nella nostra società sia fare denaro in modo semplice, ottenere ciò che si desidera senza sforzi. “Prostituirsi è meglio che fare uno stage”, una delle frasi dette dalle ragazze interrogate; quindi perché faticare,  impegnarsi, sforzarsi per realizzarsi se tanto l’unico obbiettivo è guadagnare? Da ciò si evince un’ adolescente con mancanza di prospettive, arrendevole rispetto a ciò che la società può offrire e con una distorta concezione di sogni e speranze.

Quando un adolescente si sente abbandonato, privo di valori o con valori confusi e sbagliati, non è difficile immaginare quanto sia facilmente influenzabile, da adulti che si fingono tali, dal gruppo dei pari e dall’ambiente circostante.

Purtroppo il caso delle baby squillo di Roma non é stato che il primo,  poiché questo tipo di scandalo si è diffuso a macchia d ‘olio svelando retroscena a Firenze, Bologna e Milano, e chissà quanti altri racconti nascosti vedono protagoniste o protagonisti giovani adolescenti.

Dott.ssa Napoli Margherita
Dott.ssa Bianca Castiglia


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