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Nelle ultime settimane tra i principali social network sta circolando un messaggio dal titolo “Giù le mani dai nostri bambini” che mette in allarme tutti i genitori sostenendo che i nostri bambini, all’interno delle scuole pubbliche, non siano al sicuro perché obbligati a seguire dei corsi di educazione sessuale non consoni alla loro età che metterebbero a repentaglio il loro sviluppo psichico. Il messaggio riporta quanto segue:

“La teoria del gender (che tradotto dall’inglese vuol dire genere) sostiene, senza termini difficili né ulteriori giri di parole, la non-esistenza di una differenza biologica tra UOMINI E DONNE, che detto così potrebbe sembrare quasi una cosa bella e soprattutto giusta. Purtroppo non è così.
In questi giorni ” i piani alti ” vogliono approvare una legge che prevede l’inizio da SETTEMBRE 2015 dei corsi gender nelle scuole dei nostri bambini.

Cosa prevede un corso gender?

Da 0 a 4 anni:
-masturbazione infantile precoce
Da 4 a 6 anni:
-masturbazione
-il mio corpo appartiene a me
-la consapevolezza dei propri diritti sessuali
etc etc etc……

Tu manderesti TUO FIGLIO in una scuola del genere? In Germania si è già diffusa questa ideologia. In Italia a Roma e Torino due scuole hanno iniziato questi corsi. Proteggi chi confida in TE. Non togliamo ai nostri piccoli la loro LIBERTA’ solo perché questi corsi, CHE RICEVONO MOLTI FINANZIAMENTI, sono mossi da gente che per avere più soldi è disposta a vendersi l’anima. La loro astuzia sta nel non “informarci” (di questo argomento radio,televisione ecc non ne parlano quasi mai), e soprattutto nell’avere sempre la scusa dell’omofobia per attaccarci. C’è ben poco da essere omofobi, i bambini a quell’età non hanno alcuna malizia né verso il sesso opposto né verso lo stesso sesso,perché pieni di ingenuità. La stessa ingenuità che li distingue dagli adulti, e che caratterizza la loro infanzia. Perchè privarli di ciò? I “potenti” giocano sporco,e nel silenzio stanno introducendo tutto questo in maniera subdola, non chiedendo il nostro parere. E’ giunto il momento di far sentire la nostra voce. Come?
– inizia con il DIFFONDERE la notizia a chi ti sta intorno, perchè moltissimi NON sanno nulla;
– il 20 giugno a Roma ci sarà una grande MANIFESTAZIONE per far sentire il nostro parere anche se nessuno ce l’ha chiesto!”

Ma attenzione…non è proprio così!!!

Innanzitutto bisogna sottolineare il fatto che la cosiddetta “Teoria Gender” non esiste, almeno non in ambito scientifico, ma è solo una dicitura di provenienza Cattolica e non una vera e propria teoria. Invece gli «studi di genere» o «gender studies», come vengono chiamati nel mondo anglosassone, rappresentano un approccio multidisciplinare e interdisciplinare allo studio dei significati socio-culturali della sessualità e dell’identità di genere. Nati in Nord America a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta nell’ambito degli studi culturali, si diffondono in Europa Occidentale negli anni Ottanta; quindi nulla a che vedere con la masturbazione infantile!!!!

Vorremmo citare la replica di un mamma a questo messaggio :

No. Non è difesa dei bambini, ma disinformazione e omofobia. La teoria del gender è stata inventata dalla propaganda contro il matrimonio egualitario per agitare uno spauracchio e applicare così il consenso delle masse che hanno aderito per paura, senza andare a verificare i fatti. I fatti sono semplici e per niente spaventosi: la società negli ultimi decenni è cambiata e la scuola pubblica sta cercando di sviluppare il rispetto per le differenze attraverso attività che hanno l’obiettivo di prevenire e contrastare discriminazioni e violenze di genere, bullismo e omofobia. Vi spaventa che a scuola passi il messaggio che le donne possono trovare nel lavoro una realizzazione personale? O che gli uomini possono collaborare alle faccende domestiche? O che un bambino può giocare con le bambole e una bambina con le spade? O che esistono famiglie omogenitoriali? O che i più deboli non devono essere fatti oggetto di scherno e prepotenze dai più forti? Questi sono i messaggi chiave delle iniziative contro il bullismo, omofobia e stereotipi di genere. A noi sembra evidente che sono queste le iniziative che aiutano i nostri figli e le nostre figlie a crescere in modo sereno e aperto, non l’appello a manifestazioni improbabili e a un modello unico di vita e di famiglia che non si può imporre dall’esterno, ma che ognuno sceglie liberamente. Le misure dirette a combattere le disparità tra uomo e donna promuovono libertà, informazione, sicurezza e inclusione sociale. Mentre campagne allarmistiche e ideologiche in difesa di un unico modello di famiglia producono odio ed esclusione.”

Ci preme sottolineare che il programma del fantomatico “corso gender” non è stato preso da nessun documento ufficiale e che nessuno ha mai proposto dei corsi di masturbazione infantile. Il recente documento approvato dall’Associazione Italiana di Psicologia ha l’intento di “rasserenare il dibattito nazionale sui temi della diffusione degli studi di genere e orientamento sessuale nelle scuole italiane” e di “chiarire l’inconsistenza scientifica del concetto di ‘ideologia del gender’”. Ma non solo. I corsi di cui si parla non sono altro che dei corsi di educazione all’affettività e alla diversità, sono progetti di formazione orientati alla valorizzazione delle differenze e sostenuti da programmi internazionali e politiche europee per le pari opportunità, la lotta alla povertà e alla violenza sulle donne. I progetti che fanno riferimento agli “studi di genere” mirano primariamente a promuovere la non discriminazione verso ogni forma di diversità, ad ostacolare il diffondersi di forme più o meno velate di bullismo omofobico o fenomeni dettati dalla non conoscenza e dall’intolleranza. Si punta, in pratica, a favorire il benessere di ogni singolo alunno, in modo che venga diffusa principalmente una cultura del rispetto. Le riflessioni e gli studi sul gender non hanno come obiettivo quello di neutralizzare le differenze, ma al contrario, cerca di valorizzarle perché interpretate come singolarità irriducibili e il più possibile autonome da ruoli omologanti e complementari.

Inoltre si sono succeduti vademecum e appelli ai genitori, tra i quali un manifesto che consigliava ai genitori di fare «obiezione di coscienza e tenete a casa i figli nelle ore di educazione gender». Il Cardinale Angelo Bagnasco afferma che “ Questi progetti distruggono la «famiglia naturale» e stanno trasformando la scuola in un «campo di rieducazione» che sforna soldati in difesa della «ideologia del gender». La Dott.ssa Daniela Maiamone, Psicologa e Psicoterapeuta, di contro, afferma: “Associazioni e organizzazioni religiose o movimenti politici “estremisti” che dicono di muoversi “a difesa della famiglia tradizionale” sembra stiano alimentando un pericoloso odio verso chi è portatore di “diversità”: in pratica, sembrerebbe che sia quasi auspicato un ritorno a tempi passati in cui si parlava di omosessualità come di una “patologia”. Le conseguenze sono, come si può rilevare dalle cronache nazionali, un allarmante incremento del disagio psicologico soprattutto in giovani che iniziano a scoprirsi omosessuali/bisessuali/transessuali, oltre che un aumento del numero di episodi di bullismo omofobico”.

Nessun complotto dunque da parte dei “piani alti”, ma solo progresso ed educazione alla libertà!

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