In un’epoca di abuso ed abusivismo sessuale, in cui giovani lolite e colorate emo fanno sesso sempre prima per ritrovarsi a 15 anni pentite ed annoiate, eccoci arrivati ad un altro livello di approccio sessuale … quello delle webcam!

Il sesso è diventato virtuale, gli incontri al buio migliori sono quelli ottenuti tramite chat line. Anche per il matrimonio l’approccio più giusto e sicuro è fatto via web comodamente dal divano di casa propria.

Un mondo già previsto da Asimov e nel quale noi, pur messi in guardia, ci siamo tuffati a capofitto, per dimenticare i nostri corpi troppo grassi o troppo magri, e comunque imperfetti. Per non dover fare i conti con una reale intimità, fatta di odori, di profumi, di approcci fisici; di rifiuti che sempre più ci spaventano e che siamo incapaci di accettare.

Giovani e meno giovani, preferiscono vestire i panni di un personaggio virtuale dei Sims, cambiare loro abito, il lavoro, le donne, per sfuggire ad una più frustrante realtà.

Non è solo il sesso a spaventare, non c’è solo l’ansia da prestazione, ma spaventa anche il rapporto di coppia come intimità, come progetto di vita insieme.

Dietro ad un disagio apparentemente solo fisico, gli psicologi parlano di un disagio più complesso e profondo. Uomini e donne sono in balia di una confusione di ruoli che li porta a discutere e a non avere pace neanche nella camera da letto. Si perché tutti i nodi del nostro pettine, finiscono lì … tra le lenzuola. Luogo di grande intimità, dove è proprio difficile mentire.

Consci delle nuove e vecchie problematiche, lo studio Arpes, formato da Psicologhe e Psicoterapeute specializzate nel campo della Sessuologia, si prefigge il compito di affrontare e risolvere queste tematiche delicate e importanti al fine di giungere ad una risoluzione personale e/o di coppia.

Domandiamo alla dott. ssa Veronica Vizzari: ”come mai questa paura dell’intimità, cosa si nasconde dietro tutto questo?”

V. Vizzari:“Questa famigerata paura dell’intimità di cui tanto si parla, come se fosse prerogativa dell’uomo moderno, in realtà è sempre esistita, ed esisterà sempre.

Lo psicoanalista Aldo Carotenuto, diceva che nasciamo traditi.

Il parto è infatti, momento per la madre e per il figlio di grande dolore, di separazione, di abbandono, vissuto appunto, come il primo tradimento. Ogni volta che iniziamo una storia d’amore già temiamo per la sua fine, memori di quell’antico dolore. ”

Dottoressa, ci chiarisca un altro punto :”L’ansia da prestazione è solo al maschile?”

V. Vizzari – ” Si parla di ansia da prestazione maschile, perché questa è visibile, evidente, e rende impossibile il rapporto sessuale. Invece, una donna che ha problemi di relazione con il partner, anche se i rapporti sono non soddisfacenti, o più o meno dolorosi, sono comunque, quasi sempre possibili. ” “Aggiungo che questi problemi di intimità, appartengono comunque all’uomo occidentale, non perché altrove non ci siano problemi di questo tipo, ma là dove ci sono problemi più urgenti e drammatici, come in Africa ad esempio, questi ultimi fanno passare la risoluzione di altri tipi di problemi come quello sessuale in secondo piano.”

Deduciamo quindi che il problema dell’intimità e della sessualità nasce là dove c’è un uomo colto, evoluto, soddisfatto in gran parte della sua vita, e che ha il tempo e antropologicamente la cultura di volgere lo sguardo verso sé stesso e sulla propria intimità di coppia.

V. Vizzari “Se l’uomo si concedesse l’idea di poter sbagliare con più tranquillità, vivrebbe ogni ipotetica situazione con meno stress e più naturalezza e nell’ambito sessuale avrebbe sicuramente maggiori risultati.”

Insomma a quest’uomo moderno, così perfetto, tecnologico e da copertina, quello che manca è solo un pizzico di autoironia…

Intervista di Alba Napoli alla Dott.ssa Veronica Vizzari
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